Capitozzatura degli alberi: perché evitare questa pratica

Potare gli alberi, non danneggiarli. Se l’obiettivo è conservarne bellezza e benessere, la capitozzatura è una pratica da evitare. Ecco tutte le ragioni.

Novembre è il mese ideale per pensare alla potatura degli alberi. Questo vale per i piccoli arbusti, ma anche per i grandi. In particolar modo per questi ultimi, che hanno grandi chiome e le cui fronde possono diventare pericolose se non sono mantenute nel giusto stato. Infatti, rami secchi, o malati, o con crescita irregolare possono cadere o intralciare i fili elettrici, creando piccoli o grandi danni.

Quando ci si approccia alla potatura di un grande albero, le prime questioni da valutare sono:

  • il suo stato di salute
  • la sua morfologia
  • la sua biologia e fisiologia
  • il contesto in cui è inserito

Tutti questi parametri ci permettono di valutare e scegliere la metodologia di potatura più adatta.

Tra le varie tecniche esistenti, la capitozzatura è una metodica purtroppo ancora molto comune, che spesso viene scelta senza valutare le conseguenze per la vita della pianta. E dico purtroppo perché ho molti buoni motivi per sostenere che si possa evitare. Ora vorrei spiegarteli meglio, dicendoti prima di cosa si tratta.

Cos’è la capitozzatura?

La capitozzatura è una pratica, a mio avviso brutale, utilizzata per ridimensionare gli alberi, dove non si fa altro che andare a decapitare o lasciare monconi della pianta stessa.
La parola stessa suggerisce quale sia il risultato, cioè la “tozzatura” dei “capi” degli alberi, ovvero lasciare tozzi togliendo le cime. Infatti altri sinonimi di questa parola sono “cimare”, per l’appunto, o “decapitare”.
Nonostante ci sia tanto di letteratura e prove certe che, nel lungo periodo, non offra altro che pericoli, la pratica del capitozzare gli alberi è ancora molto utilizzata. Questo perché, spesso, gli alberi di grandi dimensioni appaiono pericolosi. Ma operare senza una valutazione approfondita della situazione, può portare, in futuro, più danni che benefici.
Ecco infatti tutte le ragioni per cui è meglio evitare di capitozzare gli alberi.

6 buone ragioni per evitare la capitozzatura.

Non voglio convincerti per forza, solo spiegarti i motivi per cui è meglio evitare questa pratica. Tra le mie ragioni, vedrai argomentazioni riguardanti la salute e il benessere della pianta, il suo aspetto estetico, i costi.

1. La capitozzatura non risolve i problemi di dimensioni.

La missione vitale di un albero è crescere finché natura glielo consente. Se una quercia diventa alta circa 25 metri, il suo destino sarà di eguagliare questa altezza. Non sarà capitozzando che risolveremo la cosa. Questo perché, quando noi “amputiamo” una parte di albero, questo aumenterà il suo regime di crescita per rimpiazzare la parte perduta, fonte di nutrimento. Poiché è dalle foglie che arriva l’energia grazie alla fotosintesi clorofilliana, l’albero cercherà di riottenere la sua “centrale”. In pochi anni, se l’albero non è stato compromesso o non è morto con la capitozzatura, ritornerà alle stesse dimensioni.

2. La capitozzatura crea deperimento e stress alla pianta.

Partendo dalle ragioni di cui sopra, l’albero, privo della sua fonte di nutrimento, può arrivare a morire, temporaneamente o definitivamente, di fame. Lo stress che la pianta subisce per sopperire a queste mancanze è enorme. Cercherà di far germogliare gemme latenti, forzando la crescita delle gemme latenti (chiamati succhioni o rami episcormici) attorno ai tagli. Deve crearsi una nuova chioma, e il più in fretta possibile, sempre che gli resti l’energia per farlo. L’albero che soffre “la fame” è così soggetto all’invasione della carie e delle malattie, a scottature, a spaccature nella corteccia, a ferite, al rendere deboli i rami.

3. Capitozzare un albero significa renderlo vittima del vento.

La ricrescita veloce e forzata del fogliame rende l’albero molto più vulnerabile all’attacco dei venti. Questo perché, quando la chioma è piena e penta, un albero subisce tutti i suoi devastanti effetti, non avendo spazio di areazione dove far passare, senza danni, le correnti. L’albero rischia così l’effetto vela e tutte le conseguenze, tra cui lo sradicamento e la spezzatura, date dalla furia del vento.

4. Nel lungo periodo, la capitozzatura crea pericolo.

Contrariamente a quanto si possa pensare, e in riferimento a quanto detto sopra a proposito della ricrescita attivata troppo velocemente, decapitare un albero perché pericoloso scegliendo la capitozzatura sarà, al contrario, il biglietto per la corsa più veloce verso il creare situazioni pericolose. I rami che crescono molto velocemente (anche 60 cm l’anno) sono molto fragili e soggetti, oltre che alle malattie, anche alla rottura.

5. La capitozzatura è antiestetica.

Sei proprio sicuro di poter definire bella una pianta con soli monconi? Io credo di no. Un albero bello è un albero curato, rigoglioso, sano. Per natura gli arbusti hanno strutture fogliari prodigiose, con varietà di forme, colori e dimensioni davvero fantastiche a seconda delle proprie caratteristiche, ma anche del clima, dell’esposizione solare. Mutilare un albero non significa conservarne o aiutare la sua bellezza.

6. La capitozzatura è costosa.

Essendo una pratica da ripetere con intervalli di pochi anni tra una e l’altra, e ogni volta più difficile a causa dello sviluppo repentino, il suo costo, nel tempo, risulta maggiore rispetto ad altre tecniche. Questo è solo uno degli aspetti che rendono l’operazione economicamente pesante nel lungo periodo. Un albero sfigurato è considerato poco sano e non sicuro. Quindi un futuro costo. Questo aspetto è legato al valore della proprietà in cui l’albero risiede. Gli alberi capitozzati possono ridurre il valore della proprietà anche del 10+20%. Inoltre c’è un discorso di responsabilità. Un albero non sano è pericoloso e i danni provocati dallo stesso possono essere riconosciuti in qualità di negligenza presso i tribunali.

Evitare la capitozzatura è possibile.

Ci sono tante strade alternative. Una di queste è il treeclimbing, ma è una scelta che deve essere studiata in base alle esigenze specifiche, della pianta e del committente.
Resta comunque il fatto che una potatura deve mirare alla salute, alla bellezza e alla longevità della pianta, nell’interesse del suo aspetto ornamentale e del non creare pericolo in alcun modo.

 

 

fonte: vivailoda

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